lunedì 15 dicembre 2008

Domande

" Non sempre una domanda chiede una risposta.
Spesso chiede di essere dispiegata affinchè ceda quello che ha di più essenziale e dischiuda i riferimenti che si aprono quando ci si appropria di ciò che segretamente custodisce.
La risposta, infatti, è solo l'ultimo passo del domandare.
E una risposta che congeda il domandare annienta se stessa come risposta........."

M.Heidegger

Grazie a chi,un giorno, mi invitò nel segreto delle domande

Lorenzo

domenica 14 dicembre 2008

Sulla prostituzione

Qualche giorno fa, io e qualche collega mio, abbiamo intavolato una discussione sul problema della prostituzione.
Ovviamente ne sono uscite di tutti i colori, dalla proposta delle case chiuse, al fatto di "ripulire le strade" ed altre assurdità del genere.
Rispondo loro con questa frase di Kate Miller, che rispecchia il mio pensiero:

"L'uomo trova un credito morale trattando con condiscendenza la prostituta, senza smettere di scopare la puttana, congratulandosi con se stesso per essersi accorto della sua miseria"

A buon intenditor............

Lorenzo

sabato 13 dicembre 2008

Pensiero come calcolo


"Ciò che oggi domina è il pensiero come calcolo che giunge persino a mettere l'uomo nel proprio conto."

M.Heidegger

venerdì 12 dicembre 2008

Facce


"Nessuno puo' mostrare troppo a lungo una faccia a se stesso e un'altra alla gente senza finire col non sapere piu' quale sia quella vera."
Nathaniel Hawthorne

mercoledì 10 dicembre 2008

Censura



"Quale che sia la censura, essa mi sembra una mostruosità, qualcosa di peggio dell'omicidio; l'attentato contro il pensiero è un crimine di lesa anima. La morte di Socrate pesa ancora sul genere umano."

G.Flaubert

martedì 2 dicembre 2008

Sulla conoscenza al giorno d'oggi



Negli ultimi trent'anni siamo stati traghettati in una fase dove le cose che sappiamo ,dalle più elementari alle più complesse,non le dobbiamo necessariamente averle lette,ma semplicemente averle viste in televisione, oppure "sentite da qualcuno".
A questo punto è giusto chiedersi, come la tecnologia ha cambiato il nostro modo di attingere alle informazioni, agli oggetti,ai fenomeni. Tutto ciò ha cambiato il nostro modo di pensare?
L'intelligenza simultanea è caratterizzata dalla capacità di trattare più informazioni contemporaneamente,senza però stabilire una successione,quindi una gerarchia.
Esempio vediamo in tv oggi un programma sulla fame del mondo e poi ,appena dopo, l'isola dei famosi, il nostro cervello non dà una priorità, sono informazioni eguali; oppure quando guardiamo un quadro è impossibile sapere cosa guardare prima.
L'intelligenza sequenziale, invece, che usiamo per leggere, necessita di una successione rigorosa e rigida che articola e analizza i codici grafici disposti in linea(in sequenza). Sull'intelligenza sequenziale poggia tutto il patrimonio culturale dell'occidente.
Quest'ultima,al giorno d'oggi è entrata in crisi.
E' entrata in crisi per opera di un ritorno all'intelligenza simultanea,più consona all'immagine che all'alfabeto.La religione, dai suoi albori, ha tramandato il suo "sapere" al popolo tramite le icone, non con la scrittura,cosa che invece è stata usata per tramandare il sapere fra dotti.
Radio, televisione,telefono hanno riportato al primato dell'udito e della vista come scambio di informazioni tramite suoni e percezione di immagini.La conseguenza è una modifica dell'intelligenza,la quale, da una forma evoluta(scrittura e lettura) regredisce ad una forma più elementare.
Guardare è più facile che leggere,quindi,noi lettori di libri saremmo sempre di più rari e a volte strani!
L'homo sapiens è sempre di più homo videns,che non è portatore di pensiero, ma fruitore di immagini, con conseguente impoverimento del capire e della capacità di critica.
Una moltitudine che non capisce e non critica è il bene più prezioso per chi ha interesse a manipolare le folle.

Lorenzo

lunedì 1 dicembre 2008

Essere umano


"In ogni atto di sensazione, di ragionamento o di pensiero, siamo consapevoli di fronte a noi stessi del nostro essere, e, su questo punto, non manchiamo di attingere il più alto grado di certezza."


J.Locke (Saggio sull’intelligenza umana, libro IV, 9)