giovedì 11 marzo 2010

Post tristi........e blog simile







Nello scambio di commenti che può capitare nella vita, una critica, anche forte, è stata quella di avere un blog triste, in special modo quello sull'8 Marzo.
Ne prendo atto.
Ma sono fatto così. Mi piace fare critica, che sia politica, filosofica o altro.
Avrei fatto un blog personale allora, oppure una sorta di raccolta di batture allegre, in questo modo non sarebbe stato assolutamente triste.
Altro motivo è quello che non sono capace di trasferire batture o episodi allegri nella scrittura, sarei noioso, mi conosco.
Poi ci aggiungiamo una preferenza delle letture e della musica un pò particolare. Non mi piace la musica leggera, preferisco il rock , non mi piacciono i romanzi a lieto fine, preferisco il noir, ma ciò non fa parte della mia personalità.
Spesso trasferisco qui sensazioni che ho provato nell'ascoltare un certo tipo di musica o leggendo qualche libro.
Politica e filosofia non sono certo allegre.
Manco di ironia? Quello è possibile, qui, ma non nella vita.
Detto questo, penso di ritirarmi alle mie letture ed esprimere i miei giudizi o critiche fra amici e conoscenti.
Riprendere la conversazione come unico mezzo di espressione, lo scritto spesso è fuorviante della persona.......ma i giudizi ci sono lo stesso.
Lorenzo

mercoledì 10 marzo 2010

The temper Trap - Science of Fear




Mi piace molto ultimamente questo nuovo gruppo australiano.
Hanno un bellissimo sound, fresco e giovane.


domenica 7 marzo 2010

8 Marzo





















«A cento anni ho perso un po' la vista, molto l'udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent'anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente.»

Rita Levi Montalcini

Appello agli italiani

Ecco l'appello agli italiani dopo la firma sul decreto interpretativo
( Questo spezzone farà parte del discorso di fine anno trasmesso a reti unificate)




venerdì 5 marzo 2010

Interpretazione del decreto interpretativo






Non essendo un esperto in materia mi chiedo e chiedo: cos'è un decreto interpretativo???
Io sapevo che esistono norme interpretative, norme applicative, chiarimenti ecc... Ma questo tipo di decreti legge mai sentiti. Ma dimenticavo, questo è il " governo del fare" quindi possono fare di tutto.
Bene, la mia origine contadina nordica ha creato in me una forma mentis molto pratica del tipo uno più uno fa due, non esiste altro.
Se una cosa non si può fare semplicemente non si deve fare, non c'è altro da discutere, non ci sono scuse o vie di mezzo.
Soprattutto una legge deve valere per tutti, non ci sono belli e brutti, fortunati o sfortunati, chi puo e chi non puo. Così la pensa chi la terra la lavora davvero, pena: non si mangia per un anno.
Il contadino è anche noto per il cervello fino, così si dice dalle mie parti e " delle mie parti" sono messer Berlusca e siur camicia verde, quelli del fare, quelli che oggi hanno fatto molto.
Si sono fatti un decreto interpretativo per metterlo nel sedere a tutti noi, così parlano i contadini.
Il perchè è semplice, hanno sbagliato da dilettanti e ora, in barba alle regole che sono poi leggi dello stato, ci dicono come aggirarle, in nome delle libertà di voto.
Ma il contadino che è in me ha sempre avuto la sensazione che la sua libertà di voto non è mai stata messa in discussione, semmai è messa in discussione la loro libertà di movimento.
Questo contadino ha capito una cosa: c'è una legge, questo decreto dice di fare il contrario di quella legge, e lo chiamano interpretativo. E' come fare un decreto interpretativo sulla legge contro il furto che dica che il furto è legale!
Ora io mi chiedo, sempre da contadino ma con il crevello fino, ma se avete fatto un decreto affinchè i ritardi nella consegna delle liste elettorali siano cancellati e addirittura solamente in Lombardia e nel Lazio la conta delle ore deve partire dall'emanazione del decreto, mai vista una cosa simile, faccio questa domanda, molto semplice:
perchè non avete mai fatto un decreto " interpretativo" afffinchè un ritardo delle poste nel consegnare una raccomandata di assunzione non infici l'assunzione stessa di una persona?
Cari signorini simil potenti, mai far sapere al contadino quanto è buono il formaggio con le pere e, soprattutto, non cercate di metterglielo nel di dietro, questo contadino poi si incazza.

Lorenzo

mercoledì 3 marzo 2010

Dichiarazioni in puro stile nazifascista


Oggi ho letto due dichiarazioni che mi hanno gravemente preoccupato, ma di quel tipo di preoccupazione che mi fa dire che non siamo più nell'Italia di qualche anno fa. Non siamo più la nazione democratica che guardava l'Europa come una conquista e sperava in una autonomia culturale dagli USA.
Siamo tornati ad essere l'Italia fascista, quella del berretto nero in testa, che insultava, che picchiava.
Oggi due dichiarazioni da parte di esponenti di primo livello del governo italiano, il presidente del consiglio e il ministro della difesa hanno fatto le seguenti dichiarazioni:
1) " Il centrodestra è pronto a tutto!"
2) " "Attendiamo fiduciosi i verdetti sulle nostre liste, ma non accetteremo mai una sentenza che impedisca a centinaia di migliaia di nostri elettori di votarci alle regionali. Se ci impediscono di correre siamo pronti a tutto'.
Cosa significa quel siamo pronti a tutto detto dal ministro della difesa????



Intanto domani ci sarà" la marcia su Roma". Si perchè il PdL scenderà in piazza, contro la decisione dei giudici.
Forse non si è capito bene quello che succede, ma il governo scende per strada, a occupare le strade, contro una istituzione dell'Italia democratica.
Fra qualche mese vedremo i carri armati ?

I RIGURGITI PALEO FASCISTI si mettono subito in evidenza appena le cose vanno male per i componenti di AN. Cosa dice Fini?
Questo a monito di quei votanti di sinistra e anche qualche militante che fa ancora il tifo per Fini!!!

Lorenzo

lunedì 1 marzo 2010

La terra sotto i suoi piedi




Brano tratto da " La terra sotto i suoi piedi " di Salman Rushdie

“Da molto tempo credo…che in ogni generazione ci siano delle anime, chiamale fortunate o maledette, che semplicemente nascono non appartenenti, che arrivano nel mondo parzialmente distaccate, se vuoi, senza forti legami alla famiglia, al luogo, alla nazione, alla razza; che ci potrebbero essere persino milioni, miliardi di queste anime, tante anime non appartenenti quanto quelle appartenenti, forse; che, in somma, il fenomeno potrebbe essere una manifestazione della natura umana tanto “naturale” quanto il fenomeno opposto, ma uno che in grande parte è stato frustrato nella storia dell’umanità, da una mancanza di possibilità. E non solo a causa di questo: perché coloro che danno valore alla stabilità, che temono la transitorietà, l’incertezza, il cambiamento, hanno eretto un potente sistema di biasimo e di tabù contro quella forza dirompente e associale che è l’esistere senza radici, in modo che in gran parte ci conformiamo, fingiamo di essere spinti da una lealtà e da una solidarietà che non sentiamo veramente, nascondiamo le nostre identità segrete sotto la pelle falsa di quelle identità che portano il sigillo di approvazione degli appartenenti. Ma la verità trapela nei nostri sogni; da soli nei nostri letti (perché siamo tutti soli di notte, anche se non dormiamo da solo), ci innalziamo, voliamo, fuggiamo. E in quei sogni ad occhi aperti che la nostra società ci permette, nei nostri miti, nelle nostre arti, nelle nostre canzoni, celebriamo i non appartenenti, i diversi, i fuorilegge, i pazzoidi. Ciò che non permettiamo a noi stessi, paghiamo fior di lire per guardare, al teatro o al cinema, o di leggere tra le copertine segrete di un libro. Il vagabondo, l’assassino, il ribelle, il ladro, il mutante, l’emarginato, il delinquente, il diavolo, il peccatore, il viaggiatore, il mafioso, il fuggitivo, la maschera: se non riconoscessimo in loro le nostre esigenze meno realizzate, non li reinventeremo volta dopo volta, in ogni posto, in ogni lingua, in ogni tempo. Una volta inventate le navi ci siamo precipitati al mare, attraversando gli oceani in barche di carta. Una volta inventate le automobili abbiamo imboccato la strada. Una volta inventati gli aeroplani abbiamo spiccato il volo verso gli angoli più lontani del pianeta. Ora bramiamo il lato oscuro della luna, le pianure rocciose di Marte, gli anelli di Saturno, le profondità interstellari. Mandiamo fotografi meccanici in orbita, o in viaggi a senso unico verso le stelle, e piangiamo alle meraviglie che trasmettono; siamo annichiliti dalle immagini imponenti di galassie lontane immobili come colonne di nuvole nel cielo, e diamo nomi alle rocce aliene, come se fossero i nostri animali domestici. Languiamo per l’alterazione dello spazio, per l’orlo esterno del tempo. E questa è la specie che si illude che ama stare a casa, che ama cingersi con – come si chiamano di nuovo? – legami. Così lo vedo io. Non c’è bisogno di darmi ragione. Forse non siamo così tanti, in fondo. Forse siamo dirompenti, associali e dovremo essere allontanati. Hai diritto alla tua opinione. Non dirò altro che: dormi bene, bambino. Dormi bene e sogni d’oro….”




Lorenzo