martedì 8 giugno 2010

Illuminismo oggi


E' ancora attuale questo mio vecchio post, pubblicato il 10-11-2008?
Intendo, esistono ancora le ragioni per difendere le libertà rifacendosi a un tale principio?


Se l'illuminismo fosse solo una corrente di pensiero o il tratto tipico di un'epoca storica, la discussione potrebbe essere confinata nell'ambito delle dispute filosofiche.
Dopo avere definito lo stato di minorità da cui l'umanità deve uscire come "l'incapacità di servirsi del proprio intelletto", Kant attribuisce la responsabilità di tale minorità all'uomo "quando la causa non risiede nell'intelletto stesso, ma dipende dalla mancanza di determinazione e di coraggio nel servirsene, appunto, senza la guida degli altri".
Quindi c'è una responsabilità a non essere illuministi, che non investe solo le sorti della conoscenza, ma la dignità stessa dell'uomo, che rinuncia a servirsi, proprio di ciò che lo distingue: l'uso della ragione.
Con l'Illuminismo, il gesto filosofico diventa " gesto etico " e, per effetto di questa saldatura, l'illuminismo non è più solo la caratteristica di un'epoca storica, ma la prerogativa della condizione umana, che non può essere disattesa, se non al costo, come dice Kant " di violare e calpestare i sacri diritti dell'umanità".
E' quindi eticamente doveroso essere illuministi, non solo per salvaguardare l'autonomia del proprio giudizio, ma anche per garantire questa autonomia alle generazioni future, della cui libertà di pensiero siamo responsabili.
Quanto basta per dire che l'illuminismo,quindi l'uso della ragione, non è una caratteristica di un'epoca, ma un dovere etico da trasmettere ogni volta che una religione, una visione del mondo, un'autorità, una propaganda tendono a far passare se stesse e i loro contenuti come verità assolute, a cui bisogna semplicemente aderire rinunciando ad indagare.
Questo è il messaggio dell'Illuminismo, non un semplice gesto filosofico, ma una carica di "doverosità etica", per l'emancipazione del genere umano.
La chiesa ,ovviamente è antilluminista.
Tramite i suoi filosofi e teologi, ha lanciato, da qualche anno, una campagna contro quell'epoca.
Si può riscontrare in quelle tesi solamente una svalutazione dell'uomo.
A parer loro l'uomo è incapace di pervenire da sè a delle verità e quindi bisognoso di un indottrinamento, di una guida, o, come diceva Kant "di tutori".
Socrate d'altro canto, riteneva che l'uomo da solo, attraverso il dialogo, poteva cercare la verità tramite l'uso della ragione (come Kant del resto).
Questa è la differenza tra il metodo Socratico e il metodo Catechetico.
Chi è persuaso di possedere la verità(i catechesi) ritiene che il compito sia quello di trasmetterla con modalità più o meno intolleranti a seconda delle epoche storiche.


Lorenzo

4 commenti:

Francy274 ha detto...

..e sono incantata da questa bellissima analisi.. nulla da eccepire.
E' una "perla" :))
Buona Giornata

Doriana ha detto...

Una vera perla Francy. Lorenzo è Lorenzo!!! hehhehhehe
Per rispondere alla tua domanda secondo il mio parere non serve più di tanto ora rifarsi a queste idee, peraltro giustissime e condivisibili. Lo stato di minorità ( politica) in cui si trova l'uomo ora non è paragonabile a quello del '700. Le esigenze sono differenti.
Serve il senso di partecipazione, il coinvolgimento della gente, il rispetto delle regole e la condivisione dei valori.
Insomma più democrazia. L'illuminismo fa leva ( se non ricordo male) SUL RISCATTO PERSONALE, sull'uscita dell'uomo dai dogmi, sulla propagazione delle idee. Tutte cose abbondantemente sperimentate ma vediamo anche molto eludibili quando i mass media sono in mano ad una persona sola.
Attendo un tuo parere su questo.
Doriana

logos nella nebbia ha detto...

Grazie Francy!!!!! E grazie anche perchè ho visto che lo hai postato sul tuo blog di perle! Mercy beacoup:)))

logos nella nebbia ha detto...

Wow, ma grazie Doriana!!
Penso anche io Doriana che c'è bisogno di una evoluzione dell'illuminismo, ma per farlo bisogna partire da due aspetti importanti.
Il primo è quello di andare a riscoprirne i valori essenziali, iniziare a spiegarlo davvero nelle scuole. Il secondo è quello di adattarlo alle esigenze di oggi, alle esigenze delle democrazie moderne e partecipative. Su quest'ultimo punto Chomsky ha detto molto.

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